Olive Kitteridge (Elizabeth Strout)

olive_kitteridge(Libro disponibile per il prestito)

Il parere personale di Olive è che la vita si basi su quelle che lei considera “grosse esplosioni” e “piccole esplosioni”. Le grosse esplosioni sono il matrimonio, i figli, gli amici intimi che ci tengono a galla, ma queste cose nascondono correnti invisibili e pericolose. Ecco perchè si ha bisogno anche delle piccole esplosioni: un commesso amichevole da Bradlee’s, per esempio, oppure la cameriera del Dunkin Donuts, che sa come vuoi il caffè. Sono faccende complicate, davvero.

Olive Kitteridge mi assomiglia tantissimo.

E’ un’anziana signora del Maine sposata da sempre con un paziente farmacista. Ok, non sono proprio anziana, mio marito è quanto di più lontano da un farmacista e non ho mai messo piede negli USA. Ma questi sono dettagli.
Olive è burbera, schiva, brontolona. Il genere di persona con cui non usciresti mai a cena ma che però non ti dispiacerebbe avere come vicina di casa. La persona da cui non correresti mai per raccontarle che ti sei innamorata ma la prima persona che chiameresti in caso di difficoltà.
Donna di pochi sorrisi, Olive: credo che durante le 380 pagine del libro riesca a non farsene scappare neanche uno. E’ perennemente a disagio, fuori posto, fuori tempo. Sbaglia tutto: il rapporto con il marito, con il figlio, con i vicini. Nei ricordi dei suoi studenti lei è la terribile insegnante di matematica. Tutti sembrano sempre riuscire ad essere migliori di lei con molta meno fatica. Eppure anche gli altri sono anziani, hanno figli difficili, affrontano problemi: ma è come se gli altri fossero disegnati nel proprio quadro mentre lei, Olive, sembra più lo scherzo di un destino cinico.

Il libro è composto da 13 racconti indipendenti, tutti ambientati nella stessa cittadina del Maine. I personaggi cambiano sempre. L’unica che c’è sempre è lei, Olive: a volte come protagonista a volte come sfumata comparsa.

E’ un libro che ho amato molto: per la costruzione originale e per questo personaggio obiettivamente sgradevole ma in cui mi sono riconosciuta. Ho sentito tutto il dolore delle sue disavventure, alcune delle quali diretta conseguenza del suo carattere di m difficile. E l’ho accompagnata fino all’ultimo, meraviglioso, capitolo: quello in cui fa finalmente pace con se stessa. Se c’è riuscita lei qualche speranza ce l’ho anch’io.

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Quello che i giovani non sanno, pensò Olive mentre si sdraiava accanto a quell’uomo, con la mano di lui sulla spalla, sul braccio; oh, quello che i giovani non sanno. Non sanno che i corpi anziani, rugosi e bitorzoluti sono altrettanto bisognosi dei loro corpi giovani e sodi, che l’amore non va respinto con noncuranza, come un pasticcino posato assieme ad altri su un piatto passato in giro per l’ennesima volta. No, se l’amore era disponibile, lo si sceglieva, o non lo si sceglieva. E se il piatto di Olive era stato pieno della bontà di Henry e lei lo aveva trovato gravoso, limitandosi a mangiucchiare qualche briciola alla volta, era perchè non sapeva quello che tutti dovrebbero sapere: che sprechiamo inconsciamente un giorno dopo l’altro.
E perciò, se l’uomo accanto a lei non era il genere di uomo che lei avrebbe scelto prima di allora, che importanza aveva? Molto probabilmente neanche lui avrebbe scelto lei.
Però erano lì, e Olive si immaginò due fette di formaggio svizzero premuti insieme, i buchi che ciascuno dei due aveva da dare a quell’unione, i pezzi che la vita ti levava di dosso.
Olive aveva gli occhi chiusi, e la sua anima stanca era attraversata da ondate di gratitudine, e rimpianto. Immaginò la stanza piena di sole, le pareti accerezzate dai raggi, i cespugli là fuori. Il mondo la confondeva. Non voleva lasciarlo.

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3 commenti

  1. Leggere la storia di Olive e’ una cosa che ti cambia la vita.
    Ogni capitolo e’ una telecamera che inquadra Olive prima da lontano e poi sempre piu’ vicino, da punti di vista sempre diversi, sino a centrarla e seguirla nel suo capitolo finale.
    Ogni lettore si ritrova in almeno uno dei capitoli, ha la possibilita’ di vedersi dal di fuori, e quando ha finito il libro capisce che c’e’ qualcosa nella sua vita che puo’ cambiare, e in meglio.
    La prima volta che lo leggi, questo libro forse non lo capisci.
    La seconda volta ti salgono le lacrime agli occhi, perche’ ti libera e ti fa rinascere.

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  1. il tempo di leggere » LunedìLink 2013 (10)

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