Oltre la soglia (Tito Faraci)

oltre la soglia“Una volta avevano un nome. Adesso se lo sono dimenticati perfino loro. Questo malgrado abbiano mantenuto un discreto livello di efficienza mentale, per essere degli adulterati tipo beta. Chiaramente non durerà: il declino può essere più o meno lento, ma è comunque inesorabile. Se ne rendono conto ma in modo vago, senza angoscia. Essere adulterati ha almeno questo vantaggio: libera da certi sentimenti spiacevoli, come l’ansia, il rimorso, il timore per il futuro. Azzera le prospettive.”

Ah no. A me questi libri non piacciono.
Che poi me li sogno di notte (cosa che è puntualmente successa, complice un dente del giudizio poco giudizioso).
E’ un genere che fatico a gestire e da cui mi tengo alla larga.
Ma questa volta conoscevo l’autore, di fama prima e di fame poi, nel senso che abbiamo avuto l’occasione di mangiare una pizza insieme. E la curiosità con me vince sempre.
L’ho letto in pochi giorni. Ogni volta che lo riponevo il pensiero era: “No, a me questi libri non piacciono” ma poi ogni sera lo riaprivo con la voglia di sapere che sarebbe successo ai protagonisti. E prima di far vincere il pensiero di cui sopra mi ero spolpata un bel po’ di capitoletti. Insidiosissimi, i capitoletti: te ne puoi sempre permettere “ancora uno” e non la finisci più.
Mi raggrinzivo di fronte alle scene più orride ma non riuscivo a chiuderlo. Ho fatto il tifo per Jaco, per Nico, per Sarah, per Anna, per Mila. Ho detestato Alan e Chantal. Ho sospettato di Ray fino all’ultima pagina.
Alla fine le stelline sono quattro. Perchè a me questi libri non piacciono ma non posso certo dire che questo sia un libro “così così”. Lo divori. E un po’ lui divora te.
Tra le cosa che mi sono piaciute di più ci sono l’idea di inserire i post di un blog (che sembra una nota di paesaggio e invece…)ed il gioco di assonanza tra le parole “adulto” ed “adulterato”.
In questo periodo poi sono particolarmente sensibile a tutto quello che riguarda gli adolescenti, quelli in cui intravedi gli adulti che saranno e capisci che il mondo può ancora essere un posto migliore.
Insomma, Tito, mi hai fregata.
Che a me questi libri non piacciono.

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1 Commento

  1. il tempo di leggere » LunedìLink 2013 (6)

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