Sarò una suocera tremenda.

ImageOlive Kitteridge è una donna matura, cicciottella, che sta assistendo al matrimonio del suo unico figlio, podologo, con Suzanne, un’affascinante dottoressa di successo conosciuta qualche settimana prima.

La giovane coppia andrà ad abitare nella casetta che Olive ha ristrutturato insieme al marito proprio per quest’unico figlio, curandone ogni dettaglio. E’ in questa casa che si svolge la festa per le nozze. Festa che sta per terminare e Olive vaga un po’ per la casa finendo per sdraiarsi sul letto della coppia, rubando qualche minuto di tranquillità. Solo che la finestra della stanza dà su un piccolo giardino  a cui gli ospiti accedono per fumare una sigaretta e scambiare due chiacchiere. E’ così che Olive capta alcune frasi della nuora. Una è un giudizio un po’ irriverente sul vestito indossato da Olive. La seconda è apparentemente più innocua ma molto più devastante per una madre che sente la nuora parlare così del neo marito: “Ha avuto un’infanzia difficile. Il fatto di essere figlio unico…. gli ha fatto proprio un gran male. Le aspettative, capisci”.

Tremendo.

E Olive a quel punto fa qualcosa che non ti aspetteresti. Con delicatezza apre l’armadio. Con un pennarello nero traccia una riga su un maglione di lei e lo ripiega accuratamente. Poi si mette in borsa un reggiseno ed una scarpa. Tutto molto lentamente.

Ed esce dalla stanza.

Olive si stringe la borsa sotto il braccio robusto, premendosela contro il corpo mentre si avvia verso la porta. Non le è di gran conforto, ma un po’ l’aiuta sapere che perlomeno ora ci saranno momenti in cui Suzanne dubiterà di se stessa. Chiederà: “Crostopher, sei sicuro di non aver visto la mia scarpa?”. Cercherà in mezzo al bucato, nel cassetto della biancheria, mentre una lieve ansia le palpiterà dentro. “Non so più dove ho la testa, non riesco a trovare niente…mio Dio, cos’è successo al mio maglione?” … Perchè Cristopher non ha bisogno di vivere accanto una donna convinta di sapere tutto. Nessuno sa tutto, nessuno dovrebbe illudersi.

Lo so, sono una persona orribile, ma non vedo l’ora di farlo anch’io.

(OLIVE KITTERIDGE – Elizabeth Strout – Fazi Editore)

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