Gruppo di lettura

Da qualche anno organizzo un gruppo di lettura a Mediglia (MI).

All’inizio eravamo pochissime amiche ed usavamo questa scusa per ritrovarci a chiacchierare in una stanza colma di libri.

Con il tempo il gruppo si è arricchito di nuovi partecipanti e di nuove idee di lettura.

In genere propongo un libro ad ogni incontro, in modo che all’incontro successivo più persone abbiano letto lo stesso libro e se ne possa discutere.

Non manca poi la possibilità, per ciascuno, di raccontare le proprie letture.

Questa sera si terrà il primo incontro dell’anno (dalle ore 21.00 – Centro civico di Triginto)

La partecipazione è libera ed aperta a tutti, ma abbiamo un occhio di riguardo per chi porta biscotti.

Trilogia di New York (Paul Auster)

        

Questa storia (Alessandro Baricco)

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Questa storia è un romanzo che è stato pubblicato nel 2005. Io immagino di averlo acquistato quasi subito ma poi rimase per un po’ a riposare su qualche scaffale.

Ricordo benissimo quando ne iniziai a sfogliare le prime pagine. Era il 2007. Primavera, o giù di lì. Un esperimento di lettura condivisa tra i più fallimentari della mia carriera. Non era colpa del libro. Io non ero io nel 2007. E’ come se in quell’anno tutto il peggio di me fosse salito in superficie trasformandosi in un brufolo che, alla fine, scoppiò nel più disgustoso dei modi. Ci sono brutture che ci appartengono e che tendiamo a nascondere. Io, quella mia del 2007, la nascondo ma non la dimentico, che voglio ricordarmi bene quanto sono riuscita ad essere cretina.

Una cosa sensata però in quel periodo la feci. E fu interrompere la lettura di questo libro dopo poche pagine, in modo che tutto il fango che arrivò poco dopo non lo sfiorò nemmeno.

Se detestate Baricco, lui e il suo modo di scrivere, non leggete questo libro: vi irriterà quanto tutti gli altri.
Se di Baricco non avete mai letto niente, procedete per gradi: partite magari da Novecento, che quello è piaciuto un po’ a tutti, e poi magari azzardate Seta (che è comunque corto) e, se ancora non lo odiate a morte, potete passare ad Oceanomare.
Insomma, Questa storia lo lascerei per chi Baricco già lo conosce e lo ama, per chi riesce a trovare in quel suo modo di scrivere qualcosa che lo gratifica nel profondo: una specie di navigata in acque sicure e conosciute.
La storia è ambientata in Europa lungo i primi decenni del Novecento, tra le prime automobili, le prime gare, la prima guerra mondiale. Nei libri di Baricco, in genere, la storia è un pretesto per raccontare dei personaggi bizzarri e stravaganti, sì, ma con con quel tanto di umanità che ti resta sempre il dubbio che uno così, da qualche parte, in qualche tempo, può essere esistito davvero. E ti piacerebbe un sacco averlo incontrato.
Succede così anche in Questa storia (e pagherei per sapere il perchè di questo titolo) attraversata da Ultimo, bambino che diventa uomo e poi anziano con la passione per le auto ma soprattutto per le strade. Al punto che ne inventerà una, di strada, che avrà la forma della sua vita.
Abbiate pazienza, ma a me queste cose ribaltano l’anima.

***

Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.

***

Voglio raccontarle una cosa, Florence. Mio padre era un uomo molto ricco, molto più di me. Si mangiò quasi tutto inseguendo un sogno assurdo, una faccenda di ferrovie, una bestialità. Gli piacevano i treni. Quando incominciò a vendere le proprietà io andai da mia madre e le chiesi: perché non lo fermi? Avevo sedici anni. Mia madre mi diede un ceffone. Poi mi disse una frase che lei, Florence, deve imparare a memoria. Mi disse: se ami qualcuno che ti ama, non smascherare mai i suoi sogni. Il più grande, e illogico, sei tu.

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene (Roy Lewis)

Se fossimo seduti al bar e stessimo parlando di libri, ti racconterei Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, di Roy Lewis, probabilmente così:


E’ una vita che ti aspetto (Fabio Volo)

(cliccando sulle foto sarà possibile vederle un po’ più grandi)

Fabio Volo è tra gli autori più richiesti, tra i miei libri in prestito.

Confesso di non aver mai letto niente di suo, nonostante abbia in catalogo diversi suoi titoli. E non l’ho mai letto sostanzialmente per pregiudizio. Lo so che è stupido. Ed ancora più stupido è che questo pregiudizio si sia attaccato a ventosa ad una certa antipatia per il personaggio, di cui non apprezzo l’eterna sindrome da Peter Pan e quella  celebrazione della mediocrità. Non ci posso fare niente. Certo, è sbagliato, non si fa. Ma uno dei miei incubi peggiori è che qualcuno mi regali un suo libro cammuffandone la copertina, che io lo legga e che lo apprezzi per scoprire solo troppo tardi che si tratta di un libro di Fabio Volo. E’ solo per questo motivo che ho iniziato a leggere, con estrema fatica tra l’altro, autori inglesi in lingua originale.

Ho parlato abbastanza male  di qualcosa che non conosco?

Di questo libro ne ho addirittura due copie, risultato di un doppio regalo (è inutile che insistete, non lo leggo). Entrambe hanno viaggiato molto. Ho fotografato qui alcune delle pagine di una di queste copie per provare a raccontare quello che spesso succede con i libri che presto.

Succede che prima di tutto sono costretta a leggere brani qua e là anche in quei libri che non vorrei leggere. E’ che se su una stessa pagina vedi evidenziato e scritto molto, un po’ di curiosità ti viene.

Ma soprattutto succede che te lo rigiri tra le mani a lungo, quel libro, e sorridi a pensare a tutte le storie che ha sfiorato, alle persone a cui è stato capace di regalare un po’ di compagnia, parole in cui ci si è riconosciuti.

Perchè in fondo, come dice qualcuno, forse  è proprio questo il segreto dei libri di Fabio Volo: che è facile riconoscersi. E’ poi è una lettura semplice, adatta anche a chi magari non legge molto oppure, come è capitato, a chi da tempo non riesce più ad affrontare la lettura di un intero libro e vuole riprovarci. Ricominciare con Rilke non sarebbe altrettanto semplice, me ne rendo conto.

Parole di carta

Anna mi segnala la sua splendida iniziativa:

uno scambio di libro + personalizzazione con persona sconosciuta.

Io partecipo con entusiasmo!

Tutte le istruzioni sul suo blog, raggiungibile cliccando sull’immagine qui a fianco.

Vi aspetto domenica!

Presento

in collaborazione con il Comune di MEDIGLIA

e il Gruppo di lettura:

 

  FLAVIO NANI

Autore e disegnatore delle strip de

 

L’ORSO CICCIONE

 

DOMENICA 27 NOVEMBRE – ORE 18.00

Biblioteca di Mombretto – Piazza Terracini

INGRESSO LIBERO

In lettura

In questo periodo mi fanno compagnia:

Tony e Susan (Austin Wright): romanzo pubblicato da Adelphi con una splendida copertina. La protagonista legge il manoscritto che le ha inviato il suo ex marito e in cui è raccontata la storia di un delitto tremendo e del tentativo di trovare i colpevoli….

Questa storia (Alessandro Baricco): avevo iniziato questo libro anni fa, interrompendone poi la lettura per una serie di motivi che nulla  avevano a che fare con il libro. Mi è ricapitato tra le mani in formato elettronico ed ora si fa il viaggio di andata e ritorno dal lavoro con me. La storia, almeno fin dove sono arrivata, è ambientata nei primi anni del 1900, quando iniziano a vedersi per strada le prime automobili…

Libertà (Jonathan Franzen): appena iniziato. Non era un libro che avevo in programma di leggere. Poi però mi è stato proposto come lettura condivisa. E io a queste proposte non riesco mai a dire di no. E’ il primo libro che leggo di Franzen. Le prime pagine mi hanno già catturata…

E voi cosa state leggendo?

Amore mio infinito (Aldo Nove)

Se fossimo seduti al bar e stessimo parlando di libri, ti racconterei Amore mio infinito, di Aldo Nove, probabilmente così:


Il Signore delle Mosche (William Golding)

28 – 09 – 2007

La data sul “reperto”  è precisa, quanto la descrizione del suo contenuto:  un pezzo di lava solidificata raccolta sullo Stromboli da una lettrice che era lì, in vacanza, con il mio libro.

Un libro che non ho ancora letto e dal quale non riesco a farmi “chiamare”, come direbbe la mia amica Cristina.

E’ lì. Chissà, magari un giorno.

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