(cliccando sulle foto sarà possibile vederle un po’ più grandi)
Fabio Volo è tra gli autori più richiesti, tra i miei libri in prestito.
Confesso di non aver mai letto niente di suo, nonostante abbia in catalogo diversi suoi titoli. E non l’ho mai letto sostanzialmente per pregiudizio. Lo so che è stupido. Ed ancora più stupido è che questo pregiudizio si sia attaccato a ventosa ad una certa antipatia per il personaggio, di cui non apprezzo l’eterna sindrome da Peter Pan e quella celebrazione della mediocrità. Non ci posso fare niente. Certo, è sbagliato, non si fa. Ma uno dei miei incubi peggiori è che qualcuno mi regali un suo libro cammuffandone la copertina, che io lo legga e che lo apprezzi per scoprire solo troppo tardi che si tratta di un libro di Fabio Volo. E’ solo per questo motivo che ho iniziato a leggere, con estrema fatica tra l’altro, autori inglesi in lingua originale.
Ho parlato abbastanza male di qualcosa che non conosco?
Di questo libro ne ho addirittura due copie
, risultato di un doppio regalo (è inutile che insistete, non lo leggo). Entrambe hanno viaggiato molto. Ho fotografato qui alcune delle pagine di una di queste copie per provare a raccontare quello che spesso succede con i libri che presto.
Succede che prima di tutto sono costretta a leggere brani qua e là anche in quei libri che non vorrei leggere. E’ che se su una stessa pagina vedi evidenziato e scritto molto, un po’ di curiosità ti viene.
Ma soprattutto succede che te lo rigiri tra le mani a lungo, quel libro, e sorridi a pensare a tutte le storie che ha sfiorato, alle persone a cui è stato capace di regalare un po’ di compagnia, parole in cui ci si è riconosciuti.
Perchè in fondo, come dice qualcuno, forse è proprio questo il segreto dei libri di Fabio Volo: che è facile riconoscersi. E’ poi è una lettura semplice, adatta anche a chi magari non legge molto oppure, come è capitato, a chi da tempo non riesce più ad affrontare la lettura di un intero libro e vuole riprovarci. Ricominciare con Rilke non sarebbe altrettanto semplice, me ne rendo conto.















popinga
/ 7 dicembre 2011Soffro della stessa sindrome. Ho paura del Volo.
francaberbenni
/ 7 dicembre 2011Questa me la rivendo…